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giovedì 28 dicembre 2006

Euro sloveni

Dal 1 gennaio 2007 avremo tra le mani le monete coniate dalla Slovenia, tredicesimo paese ad aderire all'Euro dopo i primi 12 del 2002.
Speriamo che oltre alla moneta, noi europei riusciamo a riconoscere le nostre comuni radici giudaico-cristiane. Questa grande istituzione sovranazionale ha bisogno di un'anima, nonbasta la moneta per fare l'unità.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Riconoscimento delle radici giudaico-cristiane = niente Turchia in Europa?

giowind ha detto...

Potrebbe essere una soluzione...
Da convinto europeista per ora non vedo le condizioni e la necessità della Turchia nell'Unione europea.

Anonimo ha detto...

Ehhhhhhhhh??? la Turchia è FONDAMENTALE per l'Europa...

Prima di tutto per la sua posizione geografica a cavallo tra oriente e occidente, poi anche perché sta subendo una rinascita economica impressionante.

Altri motivi: gasdotti e oleodotti che passano per la Turchia, manodopera a basso costo, discreto esercito... ecc..

giowind ha detto...

Il mio punto di vista aggiunge qualcosa in più: oltre ai benefici economici, raggiungibili anche con altre soluzioni, si devono considerare le esperienze culturali. Stavo scrivendo qualcosa, poi ho trovato quanto segue, rende molto bene quello che penso anche io.

1. – Joseph Ratzinger a “Le Figaro Magazine” del 13 agosto 2004, intervistato da Sophie de Ravinel:

“L'Europa è un continente culturale e non geografico. È la sua cultura che le dona una identità comune. Le radici che hanno formato e permesso la formazione di questo continente sono quelle del cristianesimo. [...] In questo senso, la Turchia ha sempre rappresentato nel corso della storia un altro continente, in permanente contrasto con l'Europa. Ci sono state le guerre con l'impero bizantino, la caduta di Constantinopoli, le guerre balcaniche e la minaccia per Vienna e l'Austria. Penso quindi questo: sarebbe un errore identificare i due continenti. Significherebbe una perdita di ricchezza la scomparsa della cultura in favore dei benefici in campo economico. La Turchia, che si considera uno stato laico, ma fondato sull'islam, potrebbe tentare di dar vita a un continente culturale con alcuni paesi arabi vicini e divenire così la protagonista di una cultura che possieda la propria identità, ma che sia in comunione con i grandi valori umanisti che noi tutti dovremmo riconoscere. Questa idea non si oppone a forme di associazione e di collaborazione stretta e amichevole con l'Europa e permetterebbe il sorgere di una forza comune che si opponga a qualsiasi forma di fondamentalismo”.

2. – Joseph Ratzinger in un discorso del 18 settembre 2004 agli operatori pastorali della diocesi di Velletri, discorso riportato dal quotidiano cattolico di Lugano, in Svizzera, “Il Giornale del Popolo”:

“Storicamente e culturalmente la Turchia ha poco da spartire con l'Europa: perciò sarebbe un errore grande inglobarla nell'Unione Europea. Meglio sarebbe se la Turchia facesse da ponte tra Europa e mondo arabo oppure formasse un suo continente culturale insieme con esso. L'Europa non è un concetto geografico, ma culturale, formatosi in un percorso storico anche conflittuale imperniato sulla fede cristiana, ed è un fatto che l'impero ottomano è sempre stato in contrapposizione con l'Europa. Anche se Kemal Atatürk negli anni Venti ha costruito una Turchia laica, essa resta il nucleo dell'antico impero ottomano, ha un fondamento islamico e quindi è molto diversa dall'Europa che pure è un insieme di stati laici ma con fondamento cristiano, anche se oggi sembrano ingiustificatamente negarlo. Perciò l'ingresso della Turchia nell’UE sarebbe antistorico”.

Anonimo ha detto...

L'Europa è un continente culturale e non geografico. È la sua cultura che le dona una identità comune. Le radici che hanno formato e permesso la formazione di questo continente sono quelle del cristianesimo.

Non solo il Cristianesimo, anzi... forse il Cristianesimo è stata causa più di instabilità e uccisioni che di pace (v. Cristiani vs Musulmani, Cattolici vs Protestanti, Chiesa vs Streghe, ...).

L'Europa come la conosciamo ora (Unione Europea) è frutto dell'Illuminismo (e quindi si basa sulla Scienza e sulla Tecnologia), del libero mercato e della necessità di pace, prosperità e giustizia che sentiamo tutti noi dopo i disastri delle due guerre mondiali.


In questo senso, la Turchia ha sempre rappresentato nel corso della storia un altro continente, in permanente contrasto con l'Europa. Ci sono state le guerre con l'impero bizantino, la caduta di Constantinopoli, le guerre balcaniche e la minaccia per Vienna e l'Austria.
È proprio qui che nasce la spaccatura con il passato introdotta dall'Unione Europea!!! La CECA nasceva più di cinquant'anni fa tra due stati che si erano combattuti per secoli: la Francia e la Germania decidevano di condividere il Carbone e l'Acciaio, le due risorse necessarie a qualunque paese per intraprendere una guerra. Qui non stiamo commentando il passato, ma stiamo costruendo il nostro futuro! Se andassimo a guardare tutti i motivi per cui non dovremmo essere uniti, tutto lo spirito della In varietate concordia si sfalderebbe.

Non credo assolutamente che la Turchia sia pronta ad entrare in Europa; ma NON perché è un paese musulmano, né perché in passato ha combattuto guerre contro l'Austria o l'Europa intera. Non è pronta perché mancano le garanzie che dovrebbero esserci in ogni stato di diritto, frutto della Rivoluzione Francese: uguaglianza di fronte alla legge, rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo, rispetto delle minoranze e non-discriminazione religiosa, sessuale o razziale (alcune delle quali mancano anche nella civilissima - e religiosissima - Italia).

Non è solo un problema di economia, è vero; ma non è assolutamente (o comunque non dovrebbe essere) un problema di religione o di cultura! Stiamo cercando di portare la pace nel mondo (o almeno, per ora, in una parte di esso), un valore molto più importante di qualche privilegio individuale.

Ogni tanto mi trovo a pensare: "con l'ingresso di nuovi paesi in Europa perdiamo sempre un po' di sovranità, un po' di privilegi, un po' di importanza. Chissà cosa accadrebbe con l'ingresso della Turchia..." Poi mi accorgo di quanto antiquato sia questo modo di pensare; di quanto in realtà noi non perdiamo privilegi se estendiamo ad altri popoli dei diritti che per noi sono ormai diventati inalienabili; di quanto il progetto europeo sia molto più di un'Unione Economica, monetaria o Politica.
Siamo un'esempio per il mondo e il Papa dovrebbe cercare di dire qualcosa di più epocale di un "conserviamo le nostre radici; guardiamo al passato e alle guerre che ci hanno divisi; non apriamo a gente troppo diversa da noi". Se fossimo andati avanti con questa idea ai tempi dell'UE-15, i paesi ex-comunisti non sarebbero MAI entrati nell'Unione! Ma al vertice della Chiesa, a quei tempi, c'era un'altra idea di Europa...

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