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sabato 30 dicembre 2006

chi ha vinto?

Adesso anche chi fa giustizia ha una vita sulla coscienza.
Queste immagini mi hanno scosso tanto quanto quelle dei massacri perpetuati da Saddam. La giustizia della legge del taglione è ingiusta!

Capodanno a Roma

Domani partenza per Roma, non mi era mai successo di trascorrere il Capodanno lontano da casa, quest'anno invece sarò a Roma, per passarre all'anno nuovo con la mia fidanzata!!!
Un saluto a tutti gli amici di Agrigento che non sono riuscito ad incontrare nei pochi giorni di permanenza qui. A tutti auguro un sereno 2007!

venerdì 29 dicembre 2006

Pena di morte?

Non credo che la pena di morte per quest'uomo, come per ogni altro uomo, sia la soluzione che più renda Giustizia.
I crimini che ha commesso sono efferati, non giustifico quanto ha fatto, ma ucciderlo non ripagherà chi ha sofferto per le sue azioni.
Vado a dormire, questa notte, sperando di non svegliarmi, domani mattina, con le immagini che testimoniano l'esecuzione della condanna.

giovedì 28 dicembre 2006

Dimostrazione di aborto per nascita parziale



Demonstration of Partial Birth Abortion

Euro sloveni

Dal 1 gennaio 2007 avremo tra le mani le monete coniate dalla Slovenia, tredicesimo paese ad aderire all'Euro dopo i primi 12 del 2002.
Speriamo che oltre alla moneta, noi europei riusciamo a riconoscere le nostre comuni radici giudaico-cristiane. Questa grande istituzione sovranazionale ha bisogno di un'anima, nonbasta la moneta per fare l'unità.

Il dovere del medico

Dal Corriere.it leggo che il dott. Riccio, l'anestesista che ha staccato la spina a Piergiorgio Welby, ha dicharato che:
«Il caso Welby è particolare, se altri pazienti dovessero chiedermi di fare la stessa cosa, direi di no ma non perché sono pentito. Non lo rifarei perché il mio lavoro è prettamente ospedaliero. Si è trattato di un caso particolare che ho seguito e approfondito e poi ho voluto portare a termine i miei convincimenti».

Non capisco come sia conciliabile il fatto che lui abbia agito da medico, quindi facendo un atto che in qualche misura doveva essere terapeutico, e quanto oggi dichiara, cioè che non ripeterebbe quanto ha fatto su altri pazienti. Delle due l'una: ho non ha compiuto un atto conforme all'essere medico, e quindi non vuole ripeterlo su altri pazienti, oppure in coscienza ritiene di aver adempiuto al suo dovere di medico, e allora perchè non ripeterlo su altri pazienti.

Inoltre se il dott. Riccio, come dice lui stesso e come affermano i Radicali, ha agito nel pieno rispetto della Costituzione e delle leggi vigenti, credo sia stato inutile il polverone mediatico che è stato sollevato intorno alla malattia di Piergiorgio Welby. Quindi, al contrario di quanto richiedono i Radicali e di quanto sono pronti a concedere politici di entrambi gli schieramenti, non serve una legge apposita, che essendo legge sarà comunque universale e non adatta a risolvere un caso particolare come quello di Piergiorgio Welby.

mercoledì 27 dicembre 2006

Giapponesi



Incredible machine, un bellissimo video made in japan dove degli astuti giapponesi studiano mille modi di perdere tempo

domenica 24 dicembre 2006

Buon Natale!


Vi auguro che la luce portata nel mondo da questo Bambino possa illuminare tutta la vostra vita!
Buon Natale!!!

Non è eutanasia

Su Repubblica.it di oggi leggo la dichiarazione del dott. Riccio:
Nulla a che vedere con l'eutanasia. Il significato di quello che ho fatto è stato intervenire con un gesto attivo, teso volontariamente ad interrompere la vita del paziente iniettando una sostanza letale.

E se non è eutanasia questa cosa definiamo come eutanasia? La descrizione del dott. Riccio corrisponde esattamente a quello che la morale cattolica considera eutanasia:
Per eutanasia s’intende un’azione o un’omissione che di natura sua, o nelle intenzioni, procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore. L’eutanasia si situa, dunque, al livello delle intenzioni e dei metodi usati. (Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione sull'eutanasia, Roma, 1980).

Se anche non volessimo chiamarla eutanasia, la descrizione del dott. Riccio sembra ricalcare un omicidio volontario...
Resto convinto che Piergiorgio Welby avesse il diritto di rifiutare il sostegno del ventilatore, ma non prima di avergli proposto di provare altre soluzioni, per eliminare tutte le sue sofferenze, aiutato da medici che, liberandolo dagli ostacoli oggettivi causati dalla malattia, lo avessero aiutato a scegliere il vero bene per la sua vita. Se dopo tutto questo lavoro, Piergiorgio Welby fosse rimasto determinato nella scelta di rifiutare il ventilatore, si sarebbe dovuto procedere al distacco e alla successiva sedazione, sufficiente a non fargli provare dolore, ma che non fosse questa la causa della morte. Ci si sarebbe trovati a dover accettare la morte inevitabile.
Ma per come leggo nella dichiarazione del dott. Riccio, si è proceduto ad uccidere Welby con un'iniezione letale... se non si fosse trovato un medico disponibile, per coerenza, gli avrebbero dovuto sparare un colpo in testa, dato che per i radicali, l'unica cosa importante era rispettare la volontà di Welby. Non vedo differenza nell'oggetto dell'azione fatta dal dott. Riccio e l'oggetto dell'azione eutanasia.

giovedì 21 dicembre 2006

Lo hanno ucciso

L'eterno riposo donagli Signore, splenda a lui la luce perpetua, riposi in pace. Amen

Adesso immagino saranno tutti contenti di aver rispettato le decisioni di quest'uomo sofferente. La moglie, la famiglia, i radicali saranno sereni per aver compiuto un atto umano, un atto di pietas...
O stanno soffrendo tutti amaramente?
Credo che questo possa essere un criterio per capire se è stato buono l'atto che hanno compiuto. Io sono convinto che il distacco del respiratore è stato il mezzo per uccidere il malato al fine di eliminargli la sofferenza, quindi è un atto eutanasico.

Una società senza cattolici

Nell'editoriale del 20 dicembre sul Corriere, Ernesto Galli Della Loggia, sostiene, come sintetizza il sottotitolo, che "La Chiesa c'è mancano i militanti", dicendo, in breve, che nel confronto su temi bioetici (dalla fecondazione assistita all'eutanasia, fino in un certo senso ai Pacs) che riguardano il Paese, i cattolici non hanno un voce consistente, tranne che in politica, e questo a causa del poco coraggio dei militanti cattolici e non per una regia anticattolica che non permette ai cattolici di essere ben rappresentati sui media. La conclusione dell'editoriale a me sembra contraddire tutto l'impianto della riflessione:
Ciò che invece indebolisce la voce dell'altro versante del mondo intellettuale cattolico — quello che si oppone al «progressismo» — è l'alto grado di esasperato personalismo che sembra caratterizzarlo. Il ridotto spazio sociale che esso ha a disposizione sui giornali, nel mercato editoriale, nell'ambito universitario come in quello televisivo, accende qui contese e gelosie aspre, ripicche e idiosincrasie, che accentuano ancor più la debolezza complessiva di quella voce, rendendo quanto mai raro, anche tra coloro che condividono una stessa visione delle cose, quel gioco di squadra che invece sembra riuscire ottimamente alla parte laica. La quale finisce in questo modo per riportare una vittoria troppo facile che, come si è già visto in occasione del referendum sulla legge 40, rischia poi di essere smentita clamorosamente dall' opinione del Paese.

A mio parere è proprio il risultato del referendum sulla legge 40 a dimostrare che i militanti ci sono e che sono molti, che hanno buone argomentazioni razionali a sostegno delle proprie tesi, che non hanno paura ad esporsi e a testimoniare nel quotidiano il proprio credo, ma non viene concesso loro spazio sui media laicisti, basti ricordare quante fossero le testate giornalistiche dichiaratamente schierate a sostegno del referendum e quanto spazio venisse offerto per proporre le ragioni del sostegno alla legge 40. Nonostante ciò, l'esperienza di squadra, aiutata dal coordinamento di Scienza&Vita, ha permesso di avere spazi e tempi di discussione, fuori dal circuito mediatico tradizionale, ma più a contatto con i cittadini.
Mi domando inoltre quale sia la "vittoria troppo facile" riportata dalla parte laica, quando poi è smentita clamorosamente dall'opinione del Paese, più che vittoria troppo facile la chiamerei una mera illusione delle proprie capacità aggregative.

mercoledì 20 dicembre 2006

Time's Person of the Year: You

Il premio di Uomo dell'anno 2006 è stato assegnato, dal settimanale TIME, a tutti gli utenti di internet che hanno contribuito al consolidamento della democrazia e della libertà di opinione.
Tra questi ci sono anche io, quindi... Grazie!

Per una puntualizzazione linguistica (e di contenuto) leggi il post di Mauro Lupi.

domenica 10 dicembre 2006

La vera famiglia

Oggi Gianfranco Rotondi, senatore e segretario della Democrazia cristiana si è espresso favorevolmente alla proposta del centrosinistra sui pacs:
«La Dc non è dalla parte degli integralisti cattolici, è dentro la tradizione dei cattolici democratici che si sono sempre misurati con i diritti civili. Nessun semaforo rosso, dunque, ai Pacs. E’ scontato che essi rappresentano un’altra cosa rispetto alla famiglia tradizionale. Sarà un bel giorno quello in cui le destre rinunziano ad offendere i gay e i gay rinunziano ad una sorta di ideologia omosessuale».

Esclusi diritti e doveri, cui si provvederà con apposita legge entro gennaio, le uniche differenze tra unioni civili e famiglia tradizionale, restano solo il sesso dei pacsanti e la possibilità di avere figli. Il passo successivo sarà, per evitare ulteriori discriminazioni misurandosi con i diritti civili, permettere alle coppie omosessuali di adottare figli. Bravo Rotondi, in 2 frasi hai capito il piano del centrosinistra, o no?

Per il vigolettato: Il Meridiano

Natale

Per una festa senza senso: il senso della Festa.

Errare humanum est...

Capisco, ma non condivido, l'ironia all'elezione del nuovo Papa, la fretta di mandare in stampa un titolo ad effetto. Non capisco come dopo 1 anno si possa ripetere un'azione, che già 12 mesi prima aveva suscitato qualche disappunto. La minestra riscaldata non è buona, specialmente quanto manca quel grano di sale di intelligenza e buon gusto.

... perseverare autem diabolicum

venerdì 1 dicembre 2006

Il Papa nella Moschea Blu

Gesù le dice: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. [...] Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità" (Gv 9, 21ss).
Questa è la grandezza del cristianesimo, un Papa che prega nella moschea, tempio di culto di un'altra religione. Solo nel cristianesimo può non fare scandalo!

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