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giovedì 11 gennaio 2007

Un appunto per il vertice di Caserta

Alla cortese attenzione
del Ministro per le pari opportunità, Barbara Pollastrini
del Ministro per le politiche della Famiglia, Rosy Bindi
LL.SS.


Gentilissime Signore Ministro,
ieri è cominciata in commissione Giustizia al Senato la discussione delle proposte di legge sulle coppie di fatto, con le due sfumature sul riconoscimento dei diritti individuali e il riconoscimento dei diritti della coppia.
Potrei stare qui a scrivere pagine e pagine sulla inutilità di una legge simile nel nostro ordinamento, ma per essere molto pragmatico, vi rimando agli articoli scritti in questi giorni da Francesco D'Agostino e da Eugenia Roccella, che esprimono quasi totalmente anche il mio pensiero sulla questione.
Io però vorrei segnalarvi un altro problema che credo meriti la vostra attenzione e la stessa passione politica che dimostrate per altre battaglie.
In Italia esistono delle strane entità, ormai in via di estinzione e che per questa particolarità meriterebbero l'interessamento del ministro per l'ambiente, denominate famiglie numerose. La loro esistenza è documentata da certificati di stato di famiglia nei comuni di residenza. Queste famiglie, vengono discriminate a causa dell'eccessivo numero di figli. I genitori sono considerati colpevoli di irresponsabilità e di credere nel futuro.
Per la loro condizione economica, molte di queste famiglie, pur vivendo felicemente, sono costrette a ristrettezze economiche, non che manchi il cibo per i bambini, ma naturalmente non si può andare mai a cena al ristorante, neanche per l'anniversario di matrimonio di papà e mamma. Quando in una famiglia ci sono tanti figli, e magari qualche nonno da accudire, i consumi di energia e acqua aumentano, essendo valido anche in questo caso il principio di conservazione dell'energia e della massa che non si posso creare dal nulla. In questi casi di consumi extra queste entità sconosciute ai più, vengono tassate ulteriormente, perchè in alcuni casi i consumi superano gli standards familiari normali.
Ecco quindi la proposta sul tavolo: farete qualcosa pure per queste famiglie numerose - che famiglie sono già - oppure c'è da dubitare che tutti le giustificazioni per tutelare altre forme di unioni siano solo posizioni ideologiche? Ma se anche fossimo di fronte a posizioni ideologiche non vi dimenticate delle famiglie numerose, alla fine sono anche un buon serbatoio di voti.

Giovanni Nocera

Aggiornamento del 30.01.2007.
Qui potete trovare un articolo che scrupolosamente analizza le zone d'ombra in cui cadono le famiglie numerose per il fatto di essere troppi.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Famiglie numerose: 302.000 nel 2004, in caduta libera.

Coppie di Fatto: 600.000 ca. nel 2006, in aumento.

Qual è il problema più immediato per il paese? Tutelare poche persone che hanno già parecchi diritti, o preoccuparsi di rendere la vita meno difficile a molte persone che questi diritti non li hanno?

giowind ha detto...

Se le priorità vengono stabilite a seconda delle persone che beneficiano dei provvedimenti, i pacs sarebbero in lista dopo tanti altri argomenti:
disoccupazione, pensioni, pari opportunità nella sanità...
Cmq non sarebbe il caso di parlare di pacs....

Charlie ha detto...

Non è solo il numero, è anche la tendenza dei fenomeni che ci dà indicazioni sulle priorità.

Se ci si accorge che il fenomeno coppie di fatto è in aumento, vuol dire che è un problema che prima o poi andrà affrontato; quindi tanto vale iniziare ad occuparsene finché siamo in tempo!

Se invece le famiglie numerose diminuiscono esponenzialmente, vuol dire che il Paese si muove in un'altra direzione.

Perché la Chiesa (con al seguito i politici che la difendono sempre a spada tratta) tende ad essere sempre 3 passi indietro rispetto al paese reale?

Il problema coppie di fatto esiste, che lo si voglia vedere oppure no.

Che ci siano problemi più immediati, è possibile.

Ma dire che, invece di occuparsi di una legge che riconosca dei diritti fondamentali a delle entità che ormai proliferano, bisognerebbe occuparsi delle famiglie numerose, mi sembra (per voler essere gentili) anacronistico.

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