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martedì 13 febbraio 2007

DiCo & Mortadella

Dopo la Mortadella marcata Dico...

... i DiCo marcati Mortadella.


I DiCo Mortadella sono un prodotto confezionato dal governo Prodi (senza Mastella).

Ingredienti: legittimazione morale delle coppie omosessuali, dolcificante utilità per coppie anziane o in difficoltà.

Preparazione: dall'impasto eterogeneo dei mille partiti della coalizione di governo, condito da posizioni ideologiche e azioni plateali, con poco buon senso e senza ricercare il bene del Paese, si è ottenuto un prodotto frutto della peggiore politica dell'attaccamento alla poltrona e della propaganda elettorale.

Scadenza: Vedi data di discussione del provvediemnto in Parlamento.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

In effetti è indecente o addirittura impensabile in un paese come l'Italia una proposta di legge del genere. Io avrei preferito un referendum doppio:
uno sulle unioni civili gay ed etero e l'altro sulla chiusura di radio maria, radio vaticana e la chiusura totale dei rapporti tra stato LAICO Italiano e Vaticano spa. Viste le inferenze politico economiche decisamente scomode.

alefresca ha detto...

Bravo giowind, questo post era divertente!!! Giù le mani dalla famiglia!!!

Anonimo ha detto...

LIBERTA'..questa parola voi nn la conoscete..non condivid assolutamente questa satira frutto di ignoranza e cmq meglio gay che mafiosi...

Charlie ha detto...

Beh, caro "anonimo", devi ammettere che (se non fosse per il link alla foto della "famiglia gay") il post ha un certo grado di ironia! A me ha fatto un sacco ridere (anche se non condivido la posizione di Giowind sui DiCo)!

Anch'io sarei d'accordo per il referendum, se l'Italia fosse un paese diverso in cui le cose non vengono strumentalizzate selvaggiamente dai partiti...

W la libertà! e W la satira!

giowind ha detto...

Ricapitoliamo:

Anonimo1: tappiamo la bocca a chi ha un'opinione differente dalla nostra, a maggioranza, non importa se ha ragione...

Anonimo2: LIBERTA'--> giowind sei ignorante e mafioso perchè non la pensi come me.

Resto colpito dall'esempio di libertà e democrazia che offre Anonimo1, dietro alle emittenti che cita ci stanno comunque persone con diritto di parola, forse sbagliano, ma nessuno deve impedirgli di dire quello che pensano.

E' da quando è stato postato il commento di Anonimo2 che cerco di capire il senso del commento. LIBERTA' è proprio quello che rivendico per me di dire quello che penso, e libertà rivendico per tutti senza che lo stato interferisca nelle questioni private (con chi si va a letto). Grazie dell'ignorante! E non capisco l'alternativa gay-mafioso... proprio non capisco... ci penserò stanotte...

Per una volta non ricevo critiche da alefresca e ci sono quasi riuscito con Charlie (per la foto della famiglia gay mi sono ispirato a quello che succede in Spagna e stanno che celatamente inserendo in Italia.

Charlie ha detto...

Con la legge sui DiCo, si cercava di andare un po' al di là della semplice "libertà di andare a letto con chi ti pare". Mentre scrivevi, Buttiglione a OttoeMezzo diceva sostanzialmente quello che dici tu: «lo Stato non deve interferire nelle faccende personali». Quello dei DiCo, però, non è un "interferire", è più un regolamentare.

Buttiglione sosteneva che non bisognerebbe fare leggi sulle unioni gay perché questo tenderebbe implicitamente a incentivare (o legittimare) un'unione innaturale. Innaturale perché non può portare alla riproduzione (e questo è indubbio) e innaturale perché la maggioranza si comporta diversamente (e su questo ci sarebbe da obiettare). Quindi, se vogliamo che continuino a nascere bambini, non dobbiamo permettere i DiCo.

Ma mi chiedo: se non ci fossero i DiCo, i gay diventerebbero eterosessuali e sarebbero spinti a formare una famiglia "normale"? Delle due l'una (come direbbe la Gabanelli):

1) No! In questo caso non ci sarebbe differenza per la bilancia demografica e quindi la tesi di Buttiglione cadrebbe miseramente.

2) ! Questo è il vero caso preoccupante: uno Stato che DECIDE di chi mi devo innamorare e con chi mettere su famiglia (facendomi preferire una famiglia "normale" ad una "anormale"). Altro che "non intervento dello Stato nelle faccende personali".

Per fortuna, credo che sia la 1) la risposta più probabile...quindi non illudetevi: anche se vi opponete ai DiCo, ai PaCS, o comunque vogliate chiamarli, le coppie di fatto (gay o etero che siano) ci saranno comunque... la differenza è che SENZA i DiCo saranno meno tutelate e lo Stato implicitamente tenderà a scoraggiare queste unioni e quindi ad intervenire nelle personali scelte di ciascuno (rischiando di sfociare nel caso 2 poco fa citato, degno di un governo Fascista più che di una democrazia).

NB: non voglio ASSOLUTAMENTE dire che tu SIA fascista! Voglio solo mettere in luce l'assenza di libertà in un paese in cui è lo Stato a decidere con chi (e come) devo mettere su famiglia.

giowind ha detto...

Ma mi chiedo: se non ci fossero i DiCo, i gay diventerebbero eterosessuali e sarebbero spinti a formare una famiglia "normale"? Delle due l'una (come direbbe la Gabanelli)
Secondo me la domanda è totalemte fuori rispetto al discorso che faccio io, e forse Buttiglione.

A me non interessano le tendenze sessuali delle persone, se uno è gay non tento di farlo diventare etero (potrò dirgli altro, ma mai costringerlo o spingerlo in qualche direzione). Quindi la mia opposizione ai DiCo non è per "correggere" i gay.

La mia opposizione sta invece su due fattori. Lo Stato ha bisogno che si facciano figli, i figli per crescere bene hanno bisogno di una famiglia stabile, con 2 genitori di sesso diverso.
La domanda a cui risponderei è: i DiCo "corrompono" questa condizioni? SI!!!

Un esempio: se una famiglia convivente (Dico) può avere un alloggio popolare come una famiglia fondata sul matrimonio (Costituzionale) credo che ci sia qualcosa che non va.
Quindi la famiglia fondata sul matrimonio è messa alla pari di un'altra cosa che, per sua natura, non impegna i genitori ad un vincolo duraturo, e quindi lede i diritti dei figli e della famiglia stessa.

Forse sul numero di figli non cambia nulla, anche se credo che chi vuole procreare preferisca sposarsi che non dicarsi. Sulla crescita dei figli DiCo credo ci sia differenza perchè non è neanche presa in considerazione una stabilità per tutta la vita, altrimienti ci si sposerebbe.

Ti faccio presente che lo Stato non chiede a chi si sposa se si amano. Lo Stato non regolamente i sentimenti (per fortuna), lo Stato è garante dei diritti/doveri dei coniugi anche in vista della prole che ne potrebbe nascere. In una coppia omosessuale - intrinsecamente sterile, a meno di utilizzare tecniche che trasformano il concepito in prodotto industriale con controllo di qualità (=fecondazione artificiale) e quindi non corrispondente alla dignità umana del concepito - l'unica cosa da regolamentare sarebbe il sentimento... vuoi che lo Stato arrivi a questo livello di intimità dei cittadini? io no!!! Per i diritti individuali delle persone omosessuali che convivono si può provvedere, ma tenendo sempre in consderazione l'importanza della famiglia.

2) Sì! Questo è il vero caso preoccupante: uno Stato che DECIDE di chi mi devo innamorare e con chi mettere su famiglia (facendomi preferire una famiglia "normale" ad una "anormale"). Altro che "non intervento dello Stato nelle faccende personali".
Anche qui secondo me sei fuori strada.

Senza i DiCo lo Stato non ti fa fare scelte tra diverse opzioni. Se vuoi essere medico per lo Stato DEVI avere una laurea in medicina. Questo ti obbliga a scegliere? No. Però se vuoi fare il medico la strada è tracciata, non hai libertà (spero di non dover spiegare anche le virgole, il senso è chiaro).
Se vuoi fare una famiglia, la strada è anche tracciata, trovi una donna, vai in municipio, fai le pubblicazioni, dopo 15 giorni ti sposi (io passerei anche in chiesa). Sei obbligato? no, ma se vuoi sposarti, e avere diritti e doveri del matrimonio la strada è questa... se non ti convince sei liberissimo di convivere, di saltare di fiore in fiore, di andare in Spagna e sposarti col tuo migliore amico...

Charlie ha detto...

Non credo che il mio migliore amico sarebbe d'accordo ad un matrimonio
in Spagna, penso che continuerò a saltare di fiore in fiore (che lol).

Tornando a noi. Ammesso e non concesso che i DiCo non impegnino i conviventi ad un vincolo duraturo (cosa peraltro discutibile, visti i presupposti a cui una persona che vuole dicarsi deve sottostare). Il matrimonio, invece, li vincola? Lasciamo da parte il matrimonio religioso ("finché morte non vi separi") che non c'entra nulla in questa storia; il matrimonio civile impone una tale longevità del rapporto? No! È solo la sensazione di essere più legati, vincolati; certo, se fai dei figli e scappi, ti denunciano perché non paghi gli alimenti...ma con i DiCo cosa c'è di diverso? Se riconsci un figlio come tuo, puoi essere sposato o no, ma di questo figlio ti devi occupare!

Tornando al cavallo di battaglia degli "alloggi popolari"... io non vedo uno scandalo in questo: lo Stato (in senso lato, v. Regioni, Comuni, etc...) assegna gli alloggi popolari.
Prima erano avvantaggiate le famiglie fondate sul matrimonio, NON PERCHÉ il matrimonio fosse chissà quale forma perfetta di unione, ma perché fino a poco fa era il matrimonio il modo PIÙ COMUNE per formare una famiglia. Adesso la gente inizia a cambiare idea. La famiglia non è più solo matrimonio. E lo Stato (che deve agire al servizio del cittadino) ha preso atto di questo cambiamento di rotta. Troppi cittadini sono poco tutelati per l'assenza di una legislazione adatta? Bene: facciamo qualcosa. Ecco come nascono i DiCo.
Pensi che una famiglia fondata sui DiCo sia meno incline a fare dei figli (e che quindi avrebbero meno diritto ad una casa popolare). Io credo il contrario: chi ha ragione? Probabilmente nessuno dei due.
La legge tutela una famiglia con figli più di una senza figli e, giustamente, a questa famiglia sarà data una casa popolare PRIMA. Ma affermare e sostenere che agli sposati bisognerebbe dare una casa PRIMA perché è più probabile che abbiano dei figli mi sembra assurdo e infondato.
In Francia ci sono i PaCS, eppure la Francia è la nazione più prolifica in Europa: mi sembra che il fatto di concedere diritti a persone che decidono di non sposarsi non affossi il bilancio demografico.

Perché invece di dire qual è l'unione giusta e a difendere con i denti un fazzoletto di terra, non pensiamo a quello di cui la famiglia (quella del matrimonio e quella dei DiCo) ha veramente bisogno? Se vogliamo fare qualcosa per far nascere più bambini, il modo non è impedire l'estensione di diritti ad un numero maggiore di persone! Non si fanno più figli? Sarà forse perché gli asili nido, quando ci sono, costano un patrimonio? O perché questo mondo non assicura un futuro ai bambini che nascono?

Il problema vero non sono i DiCo; e non sono nemmeno le case popolari. Il problema è che chi ha dei diritti, pensa che se più persone hanno gli stessi diritti, a lui ne resteranno di meno!

L'esempio della Laurea in Medicina non è proprio calzante...lo Stato richiede la Laurea non perché è un cappellaio fuori di testa e fa la raccolta di fogli di carta; ma perché se devi mettere le mani nello stomaco di una persona, preferisce essere sicuro che qualcuno ti abbia insegnato quali cose non tirare fuori! Per il medico la strada è tracciata.

Ma per la famiglia è tutt'altro che tracciata. Nessuno dice che il matrimonio è la scelta migliore in assoluto, né l'unica. È una strada che forse prima consisteva in un unico sentiero, ma ora è la gente che sta battendo altri percorsi. E quello che lo Stato sta facendo è solo di regolamentare questi altri percorsi...

Ora devo andare...risponderò all'affermazione "In una coppia omosessuale [...] l'unica cosa da regolamentare sarebbe il sentimento..." un'altra volta.

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