Preparazione e celebrazione delle feste pasquali
[...] Centro di tutto l'anno liturgico è il Triduo del Signore, crocifisso, sepolto e risorto che culminerà nella domenica di Pasqua. In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte. Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi [...].
Con queste parole, della liturgia nel giorno dell'Epifania, la Chiesa annuncia il grande evento della Pasqua, che riempie tutto l'anno litugico nella celebrazione domenicale dell'Eucaristia.
La grandezza del giorno di Pasqua si evince dalla lunga preparazione che lo precede, quaranta giorni di cammino quaresimale - tempo di grazia, durante il quale si sale al monte santo della Pasqua - e dall'esultanza della Chiesa estesa gioiosamente per tutto il ciclo dei seguenti cinquanta giorni.
Nel 1988 la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha pubblicato un documento che integra e spiega le norme del Messale Romano per la celebrazione del Triduo pasquale. La lettera circolare Paschalis sollemnitatis è uno strumento utilissimo per quanti si preparano a celebrare le feste pasquali. Non soltanto chi ha un ministrero o un ufficio nella liturgia, ma per tutti i fedeli che possono attivamente partecipare alla liturgia essendo coscienti dei riti e dei segni realizzando così l'actuosa partecipatio auspicata dal rinnovamento liturgico del Concilio Vaticano II.
Nell'esortazione apostolica Sacramentum caritatis (n. 52) Benedetto XVI ricorda che
La lettura della lettera Paschalis sollemnitatis può aiutare a partecipare senza essere estranei o muti spettatori, perchè consapevoli del linguaggio che utilizza la liturgia per inserire i fedeli nel mistero che viene celebrato. Non tutto infatti, nella liturgia, viene espresso a parole, ci sono segni, profumi, gesti, colori, che nella liturgia aiutano a esprimere e ad indirizzare al mistero, che può profondamente mutare la direzione della vita dei credenti.
Nella liturgia, infatti, non si fa una rappresentazione teatrale del Triduo Pasquale, anche per questo non si può essere muti spettatori come a teatro, ma si fa presente nell'oggi l'evento della passione morte e risurrezione di Cristo. Nella storia degli apostoli questo evento - completato con l'effusione dello Spirito Santo nella Pentecoste - ha cambiato la loro vita, oggi ci offre la stessa possibilità. Da traditori, come Pietro, a figli.
Con queste parole, della liturgia nel giorno dell'Epifania, la Chiesa annuncia il grande evento della Pasqua, che riempie tutto l'anno litugico nella celebrazione domenicale dell'Eucaristia.
La grandezza del giorno di Pasqua si evince dalla lunga preparazione che lo precede, quaranta giorni di cammino quaresimale - tempo di grazia, durante il quale si sale al monte santo della Pasqua - e dall'esultanza della Chiesa estesa gioiosamente per tutto il ciclo dei seguenti cinquanta giorni.
Nel 1988 la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha pubblicato un documento che integra e spiega le norme del Messale Romano per la celebrazione del Triduo pasquale. La lettera circolare Paschalis sollemnitatis è uno strumento utilissimo per quanti si preparano a celebrare le feste pasquali. Non soltanto chi ha un ministrero o un ufficio nella liturgia, ma per tutti i fedeli che possono attivamente partecipare alla liturgia essendo coscienti dei riti e dei segni realizzando così l'actuosa partecipatio auspicata dal rinnovamento liturgico del Concilio Vaticano II.
Nell'esortazione apostolica Sacramentum caritatis (n. 52) Benedetto XVI ricorda che
l'attiva partecipazione auspicata dal Concilio deve essere compresa in termini più sostanziali, a partire da una più grande consapevolezza del mistero che viene celebrato e del suo rapporto con l'esistenza quotidiana. Ancora pienamente valida è la raccomandazione della Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium, che esortava i fedeli a non assistere alla liturgia eucaristica « come estranei o muti spettatori », ma a partecipare « all'azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente ».
La lettura della lettera Paschalis sollemnitatis può aiutare a partecipare senza essere estranei o muti spettatori, perchè consapevoli del linguaggio che utilizza la liturgia per inserire i fedeli nel mistero che viene celebrato. Non tutto infatti, nella liturgia, viene espresso a parole, ci sono segni, profumi, gesti, colori, che nella liturgia aiutano a esprimere e ad indirizzare al mistero, che può profondamente mutare la direzione della vita dei credenti.
Nella liturgia, infatti, non si fa una rappresentazione teatrale del Triduo Pasquale, anche per questo non si può essere muti spettatori come a teatro, ma si fa presente nell'oggi l'evento della passione morte e risurrezione di Cristo. Nella storia degli apostoli questo evento - completato con l'effusione dello Spirito Santo nella Pentecoste - ha cambiato la loro vita, oggi ci offre la stessa possibilità. Da traditori, come Pietro, a figli.



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